Come si misura il Pene

Come si misura il Pene? Ecco il modo corretto

Le dimensioni del pene sono, nell’immaginario collettivo, fattori determinanti per stimare mascolinità, virilità e successo nei rapporti sessuali; alcuni uomini sono, quindi, terrorizzati dall’idea di avere un pene non sufficientemente grande. Questa breve guida vuole chiarire quali sono i parametri da considerare, come si misura l’organo sessuale maschile e cosa si può fare se i risultati non sono propriamente quelli desiderati.

Quali parametri si considerano per misurare il pene?

Le dimensioni del pene vengono stimate valutando lunghezza (distanza tra radice e punta del glande) e circonferenza (valore acquisito
a metà dell’organo). La misura è, però, influenzata da diversi fattori che possono essere così riassunti.

Stato del pene (flaccidità o erezione): le dimensioni dell’organo aumentano con l’erezione in risposta a un maggiore afflusso di sangue.

Età: lunghezza e circonferenza sono destinate a progredire fino al ventunesimo anno di vita.

Fattori esterni: freddo, caldo e permanenza in acqua si ripercuotono sulle dimensioni del pene perché il tessuto muscolare risponde agli stimoli esterni.

Come si misura la lunghezza del pene?

Lo strumento indispensabile per misurare la lunghezza dell’organo sessuale maschile (a riposo o in erezione) è il comune righello. Prima di procedere, è però bene fare una premessa: valutare tale dimensione in condizioni di riposo non è semplice perché entra in gioco la risposta alle sollecitazioni esterne; si consiglia, dunque, di ripetere l’operazione più volte nell’arco della giornata e in situazioni diverse. Il dato può essere, per esempio, acquisito al risveglio, dopo una doccia (calda e fredda), dopo pranzo, al termine di un allenamento, dopo aver eiaculato e prima di andare a dormire. I valori trovati devono essere sommati per calcolarne poi la media.

La misurazione della lunghezza è senza ombra di dubbio più semplice quando il pene è in erezione; vediamo molto brevemente come fare.

1. Spogliarsi di ogni indumento e disporre il righello su uno dei due lati del pene appoggiandolo delicatamente sul ventre (non esercitare alcuna pressione). Lo zero deve essere posizionato in corrispondenza dell’osso pubico.

2. Rilevare la lunghezza fino all’estremità del glande.

Si ricorda che tale misura può essere comunque soggetta ad alcune piccole variazioni sulla base del livello di eccitazione.

Come si misura la circonferenza del pene?

Questo dato viene acquisito solo e unicamente nel corso dell’erezione con l’ausilio di un metro flessibile da sarta; prima di procedere alla misura è, però, doverosa una precisazione. La circonferenza del pene viene spesso confusa con il diametro, ma queste grandezze sono diverse tra di loro; il secondo corrisponde, difatti, alla distanza minima che intercorre tra i lati dell’organo genitale maschile. Per misurare la circonferenza, è sufficiente posizionare e avvolgere il metro intorno al pene (la rilevazione viene fatta alla base). Chi desidera avere una valutazione più precisa, può prendere la misura in tre punti diversi (base, metà e testa del pene).

Quali sono le misure standard del pene?

Vediamo ora in breve quali sono le dimensioni medie di un pene in rapporto all’età di un individuo.

Bambini e ragazzi: il pene alla nascita è generalmente lungo tra 2,8 e 4,2 cm, mentre la sua circonferenza varia tra 0,9 e 1,3 cm. L’organo sessuale maschile raggiunge i 6 cm nel corso della pubertà per poi allungarsi progressivamente nei successivi 5 anni.

Uomo adulto pene flaccido: il pene è lungo 9 cm, mentre le circonferenza è pari a 9,5 cm.

Uomo adulto pene in erezione: il pene è lungo 13 cm, mentre la circonferenza è pari a 12 cm.

Uomo in età avanzata: l’invecchiamento non induce, come riportano autorevoli studi in materia, ad alcuna variazione delle dimensioni del pene. Lunghezza e circonferenza non sono, dunque, destinati a cambiare a partire dal ventiduesimo anno di vita.

Cosa fare se le misure del pene non sono soddisfacenti?

Se la lunghezza e la circonferenza del pene non sono propriamente soddisfacenti, è possibile ricorrere a esercizi fisici mirati e chirurgia. L’operazione, che comporta la recisione del legamento che collega il pene all’osso pubico, regala all’uomo un incremento di lunghezza generalmente compreso tra 3 e 5 cm. Una procedura di questo tipo non è comunque esente da possibili complicanze quali formazione di fistola uretrale, stenosi, danni a carico del retto e/o della vescica e possibile perdita della sensibilità.

Il metodo più veloce per allungare ed ingrandire il pene, è l’utilizzo di integratori naturali come Eretron Aktive o Bio Tauro, assieme all’applicazione di creme come Size Plus.

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Gli esercizi proposti sono, invece, molto semplici e consentono di ottenere buoni risultati senza correre alcun rischio.

Massaggio di Jelqing: lubrificare il pene (usare vaselina, crema per neonati, lubrificanti dedicati) e massaggiare lo stesso al fine di favorirne l’erezione; disegnare un ok con la mano e posizionarla in corrispondenza dell’osso pubico. Far scorrere l’arto verso l’alto fino al glande esercitando una leggera pressione. Ripetere, quindi, tale sequenza per una decina di minuti prima di cambiare mano. Questo tipo di massaggio deve essere ripetuto quotidianamente al fine di ottenere buoni risultati (i primi miglioramenti arrivano nell’arco di tre settimane).

Esercizi di Kegel: questa particolare sequenza di esercizi favorisce l’allungamento del pene, previene l’eiaculazione precoce e rafforza la muscolatura del pavimento pelvico. È sufficiente sdraiarsi sul pavimento, contrarre i muscoli pelvici, contare fino a tre e rilasciare la muscolatura; ripetere l’esercizio per una quindicina di volte. Gli esercizi di Kegel devono essere fatti quotidianamente (almeno due volte al giorno) al fine di ottenere migliori risultati in tempi relativamente brevi.

Chi possiede oggettivamente un pene di scarse dimensioni, può ottenere alcuni miglioramenti con gli esercizi. L’intervento chirurgico deve dunque essere considerato, alla luce di quanto detto, l’ultima strada percorribile perché si tratta pur sempre di una procedura invasiva.

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